Questo è il punto, ragazzi: domani è primo giugno e io non so come sentirmi.
Arrivati a questo punto dell'anno, se sei felice al 100% di partire, senza nemmeno avere un minimo presentimento di nostalgia, un pizzico di paura o di tristezza, significa che qui in Italia non hai costruito niente. Io, oggi, 31 maggio 2014, a 3 mesi precisi dalla partenza, inizio a sentire nostalgia, paura e tristezza.
È iniziato tutto ieri pomeriggio: ero a casa della mia migliore amica Elisa con Gianluca. Siamo sempre noi tre. Siamo i soliti.
Eravamo buttati sul letto a riposare dopo un'ennesima giornata di scuola tutta interrogazioni quando mi arriva una mail. Apro e, inaspettatamente, leggo la data che mi separerà definitivamente dall'Italia: 30 agosto 2014. E vi dico pure l'ora: 8.15 con arrivo a Londra alle 10. Tiè.
Tutto quel che è venuto dopo l'ho letto scritto sulle facce dei miei amici: nostalgia, paura e tristezza.
Per me che andrò via dall'Italia definitivamente, lasciare la mia famiglia e i miei amici sarà difficile il doppio. Perché due anni (come minimo) all'estero sono duri da pensare. Sono duri anche solo da parlarne, da raccontarne agli altri, da giustificare.
E io che rispondo quando mi chiedono "perché fai due anni?" ?
Ovviamente le solite cose. Esperienza formativa, la lingua, l'accesso all'università. Insomma sappiamo tutti che l'IB program apre molte porte. Ma se c'è qualcosa che il liceo classico mi ha insegnato, quella è cercare la dietrologia della questione. E così sono mesi che mi chiedo "perché voglio andare via sul serio?"
E a 3 mesi dalla partenza, ragazzi, una risposta io non la ho. Quando mi sono iscritta a YouAbroad, nell'ormai lontano novembre 2013, forse l'avevo. Anche 4, 3 mesi fa avevo una risposta. Anche l'altro ieri. Ma da quando so che c'è un biglietto aereo prenotato a mio nome da Roma Fiumicino per Londra Heathrow allora tutto è cambiato.
Attenzione, non intendo assolutamente dire che non sono più certa di partire. Anzi, con il passare del tempo la mia sicurezza a riguardo è aumentata. Ma la domanda che ora ho il coraggio di pormi è lecita: sono davvero così felice di partire?
Tutto ciò non toglie che salirò su quell'aereo con un sorriso a 32 denti perché HO VOGLIA DI PARTIRE, DI VIVERE UN'OTTIMA ESPERIENZA, DI DUE ANNI, UN ANNO, DUE GIORNI CHE SIA. CHE SERVA PER LA LINGUA O SOLO COME ESPERIENZA DI VITA, HO INTENZIONE DI VIVERLA A 360° PERCHÉ , E SI RITORNA AL PUNTO DI PARTENZA, NE HO VOGLIA.
Io avrò sempre voglia di prendere un aereo e andare.
Ora però sono ancora in Italia: sto vivendo gli ultimi stressantissimi giorni di scuola in cui i prof stanno letteralmente testando la nostra sanità mentale facendoci affrontare interrogazioni generali fino al 7 giugno. E vabbè.
Tutto questo mi mancherà. Perché "sai quel che lasci ma non sai quel che trovi". E cosa lascio io? Un elenco troppo lungo da fare, che parte con la mia solita colazione mattutina al frullato di banana, continua con scorrazzamenti sui motorini degli altri, e termina con la mia immancabile doccia calda della sera.
Domani è primo giugno. Pazzesca la velocità con cui è passato il mio terzo anno di liceo. L'aggiunta di nuove materie come fisica, filosofia, Greco e Latino letteratura. La conoscenza di nuovi amici, i ragazzi che partiranno con YouAbroad come me. Le serate al Neo Voga, al Blu Lime, il Mak-TT. L'amicizia creatasi tra me e tutto il mio gruppo. Le risate soffocate per la prof di arte che ci insulta chiamandoci cammelli, pesci, dicendo che si trova in un'osteria o in una taverna, non certo in una classe! L'essere cacciati fuori dalla prof di matematica e fisica perché "parli sempre". IL VIAGGIO CON LA CLASSE A POLICORO. Aua e Chia, i miei angioletti.. quanto mi mancheranno. Smezzare una goleador da 10 centesimi con Elisa. Il commovente concerto di Mika. Il terrore dell'interrogazione di greco grammatica. I sabati sera da Skizikea e a San Martino. Le luci della centrale elettrica. Gianluca che ho scoperto essere una presenza costante della mia vita e che mi mancherà da impazzire.
E quindi che ci faccio qui a scrivere? Ora finisco e lo chiamo.
Il punto è che domani è primo giugno e tutto procederà normalmente.
Giorno dopo giorno mi sembrerà che sia tutto uguale, ma quando mi girerò indietro scoprirò che è tutto cambiato.
Sono felice di andare a scuola fino al 7 giugno.. voglio poter camminare per quei lunghissimi corridori ancora e ancora e ancora...
Ma quando sarò la è importante che io non abbia rimorsi. E giuro che farò in modo di non averne.












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