L'orientation per chi va in UK è un colloquio individuale, pertanto io e i miei genitori abbiamo avuto la possibilità di fare tutte le domande che volevamo, l'attenzione era concentrata solo su di noi e il tutto si è svolto in un'atmosfera friendly ma davvero davvero professionale!
Il colloquio è stato interamente incentrato sulla mia scelta di diplomarmi all'estero, quindi sull'IB program e sui due anni in cui studieró fuori.
Le dinamiche dell'IB le conosciamo già, ma per chi non sapesse cosa è spiego a grandi linee che è un diploma internazionale uguale in tutto il mondo, stesso in Italia ci sono una decina di scuole IB, che si consegue dopo un corso di studi di due anni in cui si studiano 3 materie a livello Standard e 3 Higher. Comunque è tutto scritto nei primi post del blog e credo che, dato che lo staff di YA stesso me l'ha consigliato, più in là farò dei video vlog in cui tratteró BENE l'argomento, dato che è un po' sconosciuto e poco chiaro.
Hanno parlato della famiglia inglese, freddina ma sempre educata, che da e pretende rispetto, delle regole della scuola, degli orari, delle materie, test d'ingresso e esami finali, voli, visite dei genitori, tariffe telefoniche, grafici disegnati da psicologi su quale è, mediamente, l'umore di un Exchange Student durante tutto l'arco del soggiorno, l'importanza di avere ottimi voti per poter accedere a facoltà di università prestigiose e tanti tanti altri argomenti.
Mi hanno chiesto cosa provo, le mie emozioni e sentimenti, mi hanno assicurato di poterli chiamare sempre, per ogni cosa, e che saranno loro a dirmi se quello che mi sembra il problema più grande del mondo oppure solo un capriccio.
Se il ragazzo più bello della scuola mi chiederà di uscire sarò contenta, se dopo 3 giorni mi darà buca piangeró come se stessi soffrendo le pene dell'inferno.
Insomma, mi hanno spiegato che saranno tempi duri, perlomeno quelli iniziali, ma che è tutta questione di abitudine, di capacità e di adattamento, doti che dovrebbe possedere ogni Exchange student.
Le mie impressioni sono state ottime e davvero mi sentivo parte di un progetto immenso, enorme, grandioso, che non si ferma a "imparare l'inglese" o "allontanarsi dal nido", ma che va ben oltre l'esperienza scolastica. Questa è proprio un'esperienza di vita. È mettersi alla prova, è porsi 10.000 domande senza avere alcuna risposta, è avere una seconda famiglia e altri amici pur non abbandonando il paese natio, è non sapere se essere felici di partire o tristi di abbandonare tutti, per poi avere sbalzi d'umore e soffrire di bipolarismo!
In ogni caso, ora come ora sono veramente felice di partire. Sono, come dire, famelica di tutte le esperienze che vivrò a Canterbury.
Qui in Italia sono davvero molto felice, ma cosa mi darà l'estero?
È quello che voglio scoprire.
Ps: ho avuto le pagelle... Esco dal liceo classico con la media dell' 8.08 !! :D





